Le infrastrutture stradali non sono più valutate solo in termini di funzionalità ed efficienza economica, ma anche per il loro impatto ambientale. Con l’entrata in vigore dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) Strade , la progettazione, la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture viarie dovranno rispondere a requisiti più stringenti, volti a garantire la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
Il Decreto 5 agosto 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2024, stabilisce che i CAM diventino un requisito obbligatorio nei bandi pubblici, come previsto dall’articolo 57 del D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice degli Appalti). Un cambiamento che impone alle aziende di ripensare i propri processi, ma che al tempo stesso apre nuove opportunità di innovazione e competitività nel settore delle infrastrutture.
CAM Strade: il punto della situazione
L’aggiornamento normativo introduce una visione più ampia della sostenibilità infrastrutturale, ridefinendo le modalità di progettazione e costruzione con un focus su:
- Riduzione dell’impatto ambientale – L’impiego di materiali a basso impatto, l’ottimizzazione delle risorse e l’adozione di tecniche costruttive a ridotta impronta ecologica diventano elementi centrali.
- Efficienza energetica e riduzione delle emissioni – Le nuove prescrizioni incentivano l’uso di energie rinnovabili, soluzioni a basso consumo e tecnologie per il monitoraggio dell’impatto energetico.
- Gestione sostenibile dei materiali – Si promuove l’impiego di materiali riciclati e recuperati, con criteri stringenti per garantire qualità e sicurezza.
- Pianificazione e mitigazione ambientale – Le opere stradali dovranno integrarsi con il territorio riducendo l’impatto su biodiversità ed ecosistemi.
La norma si applica a progettazione, realizzazione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali, incidendo in modo significativo sulle strategie aziendali di chi opera nel settore.
Un obbligo per la PA, un’opportunità per le imprese
L’introduzione dei CAM Strade non è un mero adempimento normativo, ma un’opportunità concreta per le imprese di distinguersi in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
- Adeguarsi ai nuovi standard significa accedere a bandi pubblici e finanziamenti europei dedicati alle infrastrutture green.
- Le aziende in grado di dimostrare competenze avanzate nella progettazione sostenibile acquisiranno un vantaggio competitivo duraturo.
- L’adozione di materiali riciclati e tecnologie per il risparmio energetico riduce i costi operativi e rafforza la posizione delle imprese all’interno delle filiere internazionali.
Per il settore delle costruzioni, la sostenibilità infrastrutturale non è più un’opzione, ma una leva strategica per il futuro.
Le aree chiave dei CAM Strade
L’aggiornamento normativo introduce parametri più rigorosi su quattro aree fondamentali:
Materiali e risorse
- Uso obbligatorio di materiali riciclati e a basso impatto ambientale per pavimentazioni, conglomerati bituminosi e cementizi.
- Incentivo all’uso di tecnologie innovative per il recupero di materiali inerti.
- Limitazione all’impiego di sostanze nocive, con un controllo più stringente sulle emissioni prodotte nei processi di lavorazione.
Efficienza energetica e riduzione delle emissioni
- Impiego di tecnologie per l’illuminazione a basso consumo e per la riduzione del consumo energetico in fase operativa.
- Adozione di soluzioni per la riduzione dell’inquinamento acustico e dell’emissione di polveri sottili.
- Introduzione di strumenti di monitoraggio dell’impronta ambientale lungo tutto il ciclo di vita dell’infrastruttura.
Riduzione dell’impatto su biodiversità ed ecosistemi
- Progettazione delle opere in modo da ridurre frammentazione degli habitat e consumo di suolo.
- Misure per proteggere la fauna attraverso barriere ecologiche e passaggi dedicati.
- Interventi di ripristino e compensazione ambientale per le aree coinvolte nei progetti.
Pianificazione sostenibile e gestione del ciclo di vita
- Introduzione di criteri di Life Cycle Assessment (LCA) per misurare e ridurre l’impatto ambientale delle opere infrastrutturali.
- Obbligo di piani di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione, con percentuali minime di recupero e riciclo.
- Controlli più stringenti sugli impatti a lungo termine, con valutazioni ambientali più dettagliate fin dalle prime fasi di progettazione.
Oltre la conformità: un nuovo standard per il settore
L’adozione dei CAM Strade impone un cambio di paradigma per le imprese del settore: non si tratta più solo di rispettare un obbligo, ma di governare il cambiamento e trasformarlo in un vantaggio competitivo.
Le aziende più lungimiranti non si limiteranno ad adeguarsi, ma integreranno questi criteri nei propri modelli operativi, consolidando il proprio ruolo di protagoniste nella transizione ecologica del comparto infrastrutturale.
- Ottimizzare i processi produttivi con materiali innovativi e tecnologie sostenibili.
- Integrare sistemi di misurazione ambientale per migliorare le performance a lungo termine.
- Affidarsi a partner qualificati per garantire l’eccellenza nella progettazione e realizzazione delle opere.
I CAM Strade segnano un punto di svolta per il settore delle infrastrutture, imponendo un approccio più strutturato e rigoroso alla sostenibilità. Per le aziende, questa evoluzione rappresenta un’opportunità di crescita e innovazione, oltre che un requisito indispensabile per operare in un mercato sempre più regolamentato.
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